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Toscana

Toscana

luglio 2004    

Dalle strade di Coppi a quelle di Bartali, dal Basso Monferrato alle colline del , il nostro girovagare iniziato a Novi Ligure approda ora sulle strade del principale avversario del Campionissimo; tre giorni a girovagare tra eremi e casali, faticando durante il giorno lungo strade assolate, ma ritemprandoci alla sera tra crostini e bistecche davanti ad un bicchiere di .

Un modo diverso di passare le vacanze mischiando sport e cultura (storico-letteraria-eno-gastronomica)

greve
vigneti
chiostro
Giro del Chianti

luglio 2004

Iniziamo con una colazione da ” ‘I Tacca”, bar-pizzeria della Valdarno con alle pareti foto di Ginettaccio (Bartali) e di Paolo Bettini, vincitore delle ultime due Coppe del Mondo; ci sono anche articoli e foto che testimoniano del passaggio di altri illustri personaggi, dal poeta Mario Luzi ai … calciatori della Fiorentina, ma quelli che interessano a noi sono ovviamente i ciclisti, partiamo sotto buoni auspici.

Figline Valdarno (125 m) è il punto di partenza della prima giornata alla scoperta di paesaggi famosi in tutto il mondo, tra vigne ed ulivi, e al termine della salita che da Ponte agli Stolli porta a Dudda (424 m), dopo soli 8 km, il cartello “si mangia a tutte l’ore” posto davanti ad una pizzeria tenta i più deboli; ma sono solo le 9.15, ci sarà tempo per soddisfare la cultura eno-gastronomica, prima però ci vuole del sano esercizio fisico che sappia far “apprezzare poi maggiormente i piaceri della tavola” (Ettore docet)

Via dunque con la lunga discesa, 12 km, che ci porta a Cintola e Strada in Chianti (243 m) con l’ultimo pezzo molto suggestivo: curve e controcurve in mezzo a due file ininterrotte di cipressi.

Finora di vigne non se ne sono viste molte, ma abbiamo già acquistato almeno un paio di casali a testa.

Dopo alcuni leggeri “mangia e bevi”, lungo lo strappo finale verso Impruneta (275 m) incrociamo un globetrotter con la bicicletta carica di bagagli, stimati da Ettore in circa 20 kg, lo ritroveremo nel primo pomeriggio.

Visita a Basilica e Chiostro, poi, pur senza finire “fra i rovi” come starebbe ad indicare il nome, abbiamo qualche difficoltà a trovare la giusta direzione verso Ferrone (129 m) raggiunta infine al termine di una breve ma ripida discesa.

Un veloce falsopiano, grazie anche ad un leggero vento a favore, ci porta, attraverso Passo dei Pecorai e Bolle (247 m), a Greve in Chianti (236 m), siamo finalmente alle porte di quello che viene considerato “il principato del Chianti Classico”.

Nella caratteristica piazza porticata con monumento a Giovanni da Verrazzano, per non ripetere l’esperienza di Impruneta, chiediamo informazioni ad un pescivendolo (di Empoli!!) e una sua cliente, con marito ciclista, ci consiglia una deviazione dal nostro itinerario originale che subito accogliamo con gioia … bhè, non proprio tutti con gioia.

Inizia ora un lungo tratto in salita verso Panzano (509 m), il vento continua ad esserci amico ed il gruppo si allunga sul filo dei “16,5 km/h”, fatta ovviamente eccezione per lo strappo finale che porta alla Chiesa, posta, come direbbe Fantozzi, “su una mostruosa collinetta”; vista l’ora, circa le 14, meritato Gelato al Bar della Curva.

Su uno dei successivi “mangia e bevi” ritroviamo il globetrotter che si concede una pausa: è partito da Anversa (Belgio) 13 giorni fa e prevede di arrivare domani ad Assisi, meta finale del suo viaggio, complimenti!

Ancora uno strappo ed eccoci a Castellina in Chianti (578 m) con un interessante centro storico e la Rocca del ‘400 a ricordo della sua appartenenza alla Lega del Chianti; l’idea del pranzo, anche una semplice pastasciutta, è ormai tramontata definitivamente, nere nuvole si stanno addensando nel cielo e la speranza è quella di riuscire a non bagnarsi, tanto che il successivo falsopiano viene tirato da Mauro fino a Radda in Chianti (531 m), borgo a capo della Lega e fortificato dai Fiorentini come difesa contro i Senesi.

Dovremmo essere agli sgoccioli del nostro giro, non resta che scendere in Valdarno e tornare a prendere la macchina, ma visto che il tempo sembra mettere giudizio deviamo verso Badia in Coltibuono (628 m), chiesa romanica attorniata da un grande bosco di abeti bianchi alla fine di uno strappo breve ma secco …

Ma non dovevano essere finite le salite?

In effetti ci attende una bella picchiata fino a S. Giovanni Valdarno (134 m) mentre tornano ad addensarsi nuvoloni minacciosi, breve sosta nella patria del Masaccio ad ammirare il palazzo Pretorio e poi il tratto verso Figline si trasforma in una cronometro a squadre sul filo dei 40/h

Alla fine 113 Km su e giù per i colli toscani, il clima fresco non ci ha creato particolari problemi di liquidi, ma è prevedibile che a cena ci rifaremo anche del mancato pranzo.

 

 

Tra Eremi e Abbazie

luglio 2004

Dopo un buon sonno ristoratore, anche perché il passo della Consuma (1060 s.l.m) dove siamo alloggiati non offre distrazioni di sorta, siamo pronti per affrontare la seconda parte della nostra gita: quella “mistica”.

Mistica prima di tutto perché ci porterà in luoghi consacrati al culto, poi perché le salite si preannunciano particolarmente impegnative; sono due giorni più spirituali, nel senso più ampio del termine, che fisici, e mi piace ricordarli come una serie di flash-back che tornano alla mente.

Il breve tratto iniziale in piano, 6 km, tra Poppi e Bibbiena, seguiti dalla dolce ascesa verso Soci.

La dura rampa, anche attorno al 15%, che porta nella Foresta Casentinese, seguita dai pochi chilometri, all’ombra e quasi in piano, con cui si raggiunge il Monastero di Camaldoli (816 m), fondato da San Romualdo nel 1012.

La farmacia del ‘500 con gli armadi in noce intagliati e gli antichi strumenti farmaceutici.

L’Eremo (1109 m) raggiunto da Ettore per la strada più breve (3km), ma ovviamente più ripida, mentre Mauro ed io seguiamo la più comoda strada normale (7km)

La lunga (20km) e pedalabile discesa verso Poppi dove assaggiamo una gustosa zuppa di farro dopo aver visitato il caratteristico borgo; direte: ma avete fatto sol 50 km? Provate anche voi, e auguri.

Al pomeriggio trasferimento in auto verso La Verna con solamente gli ultimi 5 km percorsi in bici, e la visita alla grotta dove S.Francesco dormiva sulla nuda roccia e alla cappella delle stimmate.

Come resistere poi alla lunga picchiata, 25 km con circa 800 metri di dislivello, verso Bibbiena? Ovviamente non ho resistito, con Ettore e Mauro a inseguire in auto.

Tornando verso l’albergo la sosta alla Pieve di Romena, luogo veramente suggestivo per l’intrecciarsi di aspetti architettonici e letterali con il vicino castello.

La pieve ci viene illustrata da una appassionata guida-custode, mentre i ruderi del castello, dove Dante trasse ispirazione per il XXXIII Canto dell’Inferno (Conte Ugolino) e D’Annunzio compose l’Alcione, ci riservano la sorpresa delle giovani nipoti dell’attuale proprietario che durante le vacanze estive si trasformano in guide, ovviamente abusive; ma ci ricordano talmente tanto le nostre allieve, e si porgono in maniera così garbata, che qualche euro se lo meritano .

E per finire una puntata a Stia, scenario delle riprese del film di Pieraccioni “Il ciclone”.

Il Chianti che accompagna la cena chiude degnamente la giornata.

Il giorno successivo, obiettivo il Monastero di Vallombrosa.

Dopo il breve strappo che dall’albergo ci porta al passo, la discesa regala brividi che il giubbino antivento mitiga solo in parte; il fresco del mattino e l’odore dell’erba bagnata dalla rugiada notturna ci accompagnano per alcuni chilometri e hanno il sopravvento sul tepore del sole che sta iniziando a salire nel cielo.

Come ben si sa ogni cosa ha il suo prezzo, e ben presto la discesa ha termine; la svestizione inizia come la strada inizia a salire verso Montemignaio; breve sosta al borgo e via per l’ultima, impegnativa, salita.

Proprio dove questa finisce, inizia la foresta; si, proprio foresta, il termine non è eccessivo, se è piacevole pedalare al fresco ed in ombra ci sono però problemi di visibilità, tanto da dover togliere gli occhiali abitualmente indossati.

L’ultimo tratto verso l’Abbazia è una vera e propria picchiata.

Per tornare in albergo ci aspettano altri 10 chilometri, sempre in mezzo al bosco e in leggera ma continua ascesa.

 

Circa l'autore

Re Leone

"Professore di Istituto Superiore. Appassionato di montagna che ha cominciato a frequentare sin da piccolo. Maratoneta e Biker instancabile. Legge di tutto, con preferenza per Mario Rigoni Stern. Cartografo ufficiale del Team DAHÜ, da lui partono quasi tutti gli itinerari più suggestivi. Componente della "Pattuglia Astrale", costola del Team DAHÜ che si dedica alle lunghe distanze, ha raggiunto Roma percorrendo la via Francigena nel 2010 e i Sentieri Francescani fra Toscana e Umbria nel 2011"

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