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Casolari di Orvieille e lago di Djouan

Casolari di Orvieille e lago di Djouan

Casolari di (mt 2185) e lago di Djouan (mt 2516).

Questa è la proposta di Duracell/Claudio, e dobbiamo ammettere che anche oggi si è superato! Partenza dalla frazione Degioz (mt 1540)in Valsavarenche per circa 23 kilometri di percorso e 960 metri di dislivello dislocati nel parco del , in uno degli innumerevoli raggi della ragnatela di strade fatte costruire dalla famiglia Savoia per agevolare le scorribande venatorie del re e della sua corte. Questa rete di strade di caccia sono in buona parte restate intatte sino ai  nostri tempi e sembrano fatte apposta per noi bikers: pendenze costanti, buon fondo, panorami superbi…

Accesso automobilistico

Si esce dall’autostrada A5 al casello di Aosta Ovest e si prosegue sulla statale (SS 16) in direzione Courmayeur fino a Villenouve ove si imbocca la strada regionale 24, si sale fino ad arrivare al bivio tra la Val di Rhemes e la Valsavaranche, qui si tiene la sinistra e si risale la Valsavaranche fino a Degioz ove si può parcheggiare l’auto davanti al centro del parco Nazionale del Gran Paradiso.

Inizio dell’avventura!

Dopo al parcheggio si passa sul ponte sul torrente Savara e si arriva all’imbocco del sentiero n° 8. Qui inizia la mulattiera reale che si inoltra in un fitto bosco di larici. La partenza è di quelle che non lasciano respiro, si sale con una pendenza costante del 10% circa tra una lunga serie di tornanti lungo il versante. A scadenze regolari, circa ogni 100 metri di dislivello, con la scusa di compattare il gruppo e non tirare il collo a Cenerentola/Armandino, ne approfittiamo per rifiatare tutti. Usciti dal bosco, la strada si fa più dolce e si raggiunge i Casolari di Orvieille (mt 2185), una volta casa di caccia dei reali di Savoia e oggi sede-ricovero per i guardiaparchi. Si aggira il recinto della casa di caccia e si segue il segnavia dell’altavia n°2 per Rhêmes-Notre-Dame. Da qui in poi il percorso diventa per veri funamboli della , molto stretto e sconnesso con molte pietre. Si torna a salire puntando alle costruzioni degli alpeggi di Djouan, si oltrepassano gli edifici adibiti a ricovero di animali salendo progressivamente. Più su il sentiero taglia molto ripido verso l’alpe Soprana e scompare dietro ad una croce di legno, introducente l’ingresso nel vallone del Nampio. Sottile e sfuggente, la sottile Linea Verde corre verso lungo i fianchi della conca del Nampio. Questo traverso è decisamente spettacolare e anche pericoloso. Alcuni tratti di sentiero sono esposti e occorre prudenza. La nostra tecnica non sempre ci permette di stare in sella alle e così per diversi tratti dobbiamo adeguarci ad un prolungato “portage”, in compagnia di escursionisti che salgono a piedi. La vista sul Gran Paradiso (4061 m.) sulla Grivola (3968 m.) e sui vari colli della Valsavarenche e della valle di Rhêmes-Notre-Dame compensa la fatica e l’affannoso respiro degli oltre 2000 metri di quota. Il sentiero seguendo il versante entra nel vallone di Djouan e giunge così al (mt 2516). Da qui, volendo, si può continuare a salire il piccolo sentiero che poco dopo si trasforma in ostica pietraia fino ad arrivare al colle Mentò (mt 2795) e proseguire sino al Nivolet, ma per noi oggi basta così, la metà è stata raggiunta!
Dopo le foto di rito, la raccolta del “bucato” asciutto e i “ringraziamenti”… di Cenerentola/Armandino (encomiabile la sua forza d’animo o della disperazione (…) che gli ha fatto affrontare l’ascesa nonostante i problemi al polmone),siamo pronti per scendere. Fino ai casolari ripercorriamo lo stesso sentiero della salita, ma questa volta tutto in sella (!!!), salvo un piccolo tratto di pietraia con scolo d’acqua che non garantiva molta aderenza. Giunti ai casolari, aggiriamo nuovamente il recinto ma poi invece di scendere dal sentiero reale n°8 del mattino, puntiamo a destra, seguendo sempre fino a valle il sentiero dell’altavia n°2. Dopo qualche centinaio di metri di bici per mano a causa del sentiero sconnesso e pietroso, si riparte con un bel trail piuttosto tecnico e molto divertente in mezzo a una fitta vegetazione e in pochi interminabili minuti tra tornanti chiusi e rilanci mozzafiato ci catapultiamo a valle alla frazione Eau Rousse, proprio di fronte al ristorante Hostellerie du Paradis, anzi, direttamente dentro! Anche il nostro stomaco adesso vuole godere!
Dopo aver saziato i nostri palati, ci attende la sorpresa della pioggia, ma ormai solo 3 kilometri di veloce discesa su asfalto ci separano da Degioz e dalle auto, dopo una giornata splendida.
Alla prossima.

(pagina facebook)

Circa l'autore

gipelladmin

"Elettricista per lavoro. Webmaster, fotografo e amministratore del sito e della pagina facebook per il Team DAHÜ Italia. Dal 2010 ha abbandonato i rettangoli verdi e tutto l'ambiente del calcio per dedicarsi alla MTB. Non disdegna le salite, dove sbuffa come una caffettiera, ma adora le discese tecniche e sprericolate, dove si tuffa come un bambino sulla nutella, dimenticandosi il buon senso, l'età...e che le ossa si rompono! Appassionato di montagna, fotografia e di tutto quello che è tecnologia, rigorosamente ed orgogliosamente da autodidatta."

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