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24 ore di Finale Ligure 2012

24 ore di Finale Ligure 2012

, 26/27 maggio 2012

Maggio 2012. Altopiano delle Manie, Finale Ligure, accampamento del Team Dahü.
La discussione con il proprietario del terreno cominciata con toni aspri si conclude amichevolmente. Una stretta di mano e un “vadavia ai ciap” all’organizzatore chiariscono la nostra buona fede. La potenza del dialogo, della condivisione e del buonsenso antico di marca contadina vincono. Liguri e Piemontesi  si riconoscono amici attorno ad un buon bicchiere, anche solo evocandolo.
Non pensavamo di dover metter mano anche al decespugliatore per far posto alle tende del gruppo. Un paio d’ore di lavoro e il luogo prende forma e vita: tre tende e un tendalino per la zona giorno. Spartano, protetto dal sole e, lo scopriremo presto, anche strategico è nato l’accampamento dei Dahù.
Siamo al margine della gigantesca e variopinta tendopoli che per le prossime quarantottore ospiterà i partecipanti alla del Finale. Sono arrivati in migliaia, tutti amanti delle “ruote grasse”e della fatica. Hanno  trascinato in questa piccola avventura intere famiglie da  tutta Europa.
Siamo un poco sopraffatti dalla bolgia mentre recuperiamo i numeri di gara fra tedeschi, svizzeri e un buon numero di personaggi che non sfigurerebbero in un musical stile “Hair”.
Vero è che il tema dell’anno è il mitico concerto di Woodstock, infatti il colorato titolo recita “Welcome to Bikestock”. Nell’area partenza un palco in stile e giganteschi altoparlanti fanno pensare a notti agitate e frenetiche, ma i venditori di spinelli paiono sostituiti da alcuni stand zeppi di copertoni, camere e ogni pezzo di ricambio per d’ogni sorta e specie. Il fumo c’è ma è quello dei barbecue…almeno così sembra. Una brezza sottile spira sull’altopiano e ci porta i profumi della terra e del di Liguria. Siamo il team 919 non agonisti. Molto correttamente gli organizzatori hanno sancito un netto spartiacque fra noi  e gli agonisti. Potrete facilmente individuare noi e i nostri pari dalla forchetta e coltello che precedono il numero di gara. Per inciso, e per correttezza nei confronti dei lettori, non è sempre detto che la qualifica “agonisti” sia anche garanzia di classifica assoluta migliore. Noi, I Dahü, in coscienza e per certificato medico, proprio agonisti non siamo…
Esauriti gli impegni lasciamo le tende e ci spingiamo sino alla spiaggia. Ci tuffiamo in mare mentre un cielo di nuvole viola riempie il tramonto di . Giovanni, giovane infermiere, non dorme da ieri e i suoi occhi chiedono riposo in vista della sfida di domani. Quindi, veloci a cena da “Gnabbri”, ormai eletta la nostra osteria di riferimento nel finalese e tutti a nanna. Beh… quasi tutti, ma la storia è vecchia e non c’è bisogno che vi dica chi non ha dormito e perché.
Ognuno nella notte medita a suo modo sull’impegno del giorno dopo. A chi dorme sereno si accompagna chi vive l’incubo della bicicletta che non va e scalcia per farla partire. Poi vi è chi sa già fin d’ora che non partirà, non lo lascia trapelare ma nell’animo si strugge e vorrebbe esserci a tal punto che si veste da ciclista e sogna con la sua bici di traversare il traguardo anche per ultimo gridando “Primo!!!”. Non temere, Cenerentola… presto il sogno sarà realtà!
La realtà di oggi è che è già mattina. Occorre aspettare agli amici che stanno arrivando e organizzare il trasporto rifornimenti, bici e tutto il resto.
Lasciamo il capitano (scritto in minuscolo non per una svista ma per una ragione che poi capirete) al briefing di partenza e facciamo una ricognizione sul percorso di gara. Dodici chilometri divisi equamente fra tratti tecnici e scorrevoli con un dislivello di circa trecento metri.  Bellissimi fra gli altri i single track vista mare e il toboga che precede la zona di arrivo. Il tutto immerso nella macchia mediterranea della zona protetta delle Manie.
La tensione sale e man mano si avvicina l’ora di partenza. Gianni gonfia e sgonfia le gomme alla sua mtb nella ricerca di un impossibile punto ottimale e suda abbondantemente. Si partirà stile “24 Ore di Le Mans”: le bici saranno parcheggiate nell’area cambio mentre i “piloti” dovranno raggiungerle di corsa. Poco dopo le tredici inizia il conto alla rovescia e al via una folla colorata di ciclisti parte di corsa alla ricerca del mezzo, ora non c’è più tempo per pensare bisogna correre e poi pedalare.
Siamo partiti.
Fra i bassi sparati a palla dal palco, gli applausi e la musica adrenalinica le tute colorate del gruppo  vengono ingoiate velocemente dal bosco. Lentamente inizia il rituale dell’area cambio che non cesserà sino al termine della gara. I compagni si affrettano a posizionarsi cercando di esser visibili e di vedere chi arriva per poter a loro volta partire.
Un momento pieno di tensione, un attimo di emozione intensa, poi al grido del compagno si parte e la tensione si placa nella pedalata, alla ricerca del ritmo migliore e con un occhio ai passaggi più impegnativi. Si corre soli ma si corre per tutti e ognuno cerca di dare il meglio. Per molti di noi è un “unicum” questo impegno agonistico e bisogna stringere i denti. I migliori sorpassano con una richiesta, di solito gentile: “Passo a sinistra, grazie!”.
Ma oggi non posso, e non voglio, dilungarmi lasciando agli amici i commenti più profondi arrivati  via mail al termine della 24 Ore.
In Fede, Re Leone

Le Mail dal Team:

Momenti eroici alla 24 ore:
Cenerentola: non ha dormito per assisterci e sarà un caso che nessuno di noi ha avuto problemi meccanici o è bravura del meccanico?
Il Saggio GPella: quanti nelle sue condizioni avrebbero continuato? Ed è rimasto anche a cena insieme al team, questo vuol dire fare squadra!
Il Marchese della prolunga: un grande! Come dimenticare la fine del primo giro con i crampi, ma ce l’ha fatta. ( e non aveva neanche il certificato medico agonistico)
Ezio, il grande Fratello: se rimaneva con noi meglio, ma comunque si è sottoposto ad uno sforzo intenso per poter fare almeno due giri ravvicinati.
Il Mariuolo nobile da Lessona: brontola, brontola, ma poi và e tiene il passo. Voleva a tutti i costi fare il terzo giro!!
Asterix: ha fatto di tutto per poter tenere la pioggia tutta per se e permettere agli altri di non bagnarsi.
Re Leone: è grazie a lui se siamo arrivati novantatreesimi. Chi di noi ce l’avrebbe fatta a fare ancora un giro? E ha anche fatto pubbliche relazioni.
Il capitano: è vero ha corso a piedi un po’ piano, è vero non ha fatto l’ultimo giro, però è anche vero che ci sopporta quasi sempre con calma.
Ripensandoci a mente fredda devo dirvi che per me è stata una bella esperienza.
Bella per il posto, bella per il percorso, bella per l’atmosfera, ma soprattutto bella perché c’eravate voi.
Grazie.
Duracell.

***

Grande Duracell, non posso che sottoscrivere le tue parole!!!
Anzi, me le hai lette nel pensiero. Da parte mia ho solo un rammarico, quello di non essere stato in buone condizioni, (accidenti, proprio il giorno prima), e quindi non aver potuto fare tutte le foto che volevo…ho preso cavalletto e reflex e nemmeno li ho usati, non ne avevo proprio voglia. Ma per tutto il resto è stato bellissimo. Il posto, il percorso, ma soprattutto la vostra compagnia e la vostra pazienza!
Mi avete sopportato anche se non ero proprio un piacere.
I miei feedback sulla 24H ?
Sono tanti, ma su tutti lo spirito che si è creato! Ogni volta che partivo o arrivavo da un giro, c’era sempre qualcuno che mi accompagnava o aspettava al paddock, e questo non potete immaginare che piacere è stato per me. Poi sui singoli, beh, il prodigarsi di CENERENTOLA per tutti, fino ad aspettarti all’arrivo per toglierti la bici dalle mani e accompagnarti alla tenda, e solo lui sa quanto gli sia costato non essere in gara con noi, l’allegria del MARCHESE, che anche se ci fa preoccupare per il suo girovita da BIGatleta, non perde occasione per darti la battuta e strapparti un sorriso (oltre che la bottiglia…), il brontolio del Mariuolo, che non ha mai niente che va bene, (anche se più di una volta mi riconosco nelle sue idee e le approvo…) ma poi è sempre il primo a tirare il gruppo,la pazienza del CAPITANO, che ogni volta viene sempre tirato in causa, ma lui assorbe sempre tutto in silenzio, (come il totano da Gnabbri…),la testardaggine di RE LEONE, che è sempre lì a buttar giù percorsi sempre più dritti verso il cielo cercando di convincerci che l’essenza della MTB è tutta lì (ma ce l’ha dura…), la sfiga di ASTERX, a cui va sicuramente l’oscar,ma che non ha mai proferito un lamento, il casino del GRANDE FRATELLO, che però ha fatto e dato il suo in pista e fuori, e forse la punizione più grande per lui se l’è già inflitta da solo, ossia quella di non aver “goduto”appieno di questi momenti con questo fantastico TEAM!!!
E poi ci sei tu, DURACELL, a cui un solo aggettivo che ti racchiuda non mi viene in mente, forse sei il più british del gruppo con un umorismo coinvolgente (vedi il vigile di Varigotti…) e mai una parola fuori posto.
Mi è mancato OBELIX, secondo me ci stava benissimo lì con noi, non avrebbe avuto problemi con la gara, ci avrebbe sicuramente fatto divertire e forse ci finiva anche tutti i buoni pasta, per la gioia del Mariuolo!
Per concludere, ripeto quello che ho già detto una volta, mi è bastato salire su una bici con delle “persone strane”ma con tanta Amicizia e Allegria da vendere per capire che la felicità è più vicina di quello che si pensi!
Grazie a voi.
GiPella…il Saggio!

RIEPILOGO TECNICO PARTENZE

 13,15 – ROBERTO/CAPITANO
14,16 – EZIO/Grande Fratello
15,15 – ETTORE/Re Leone
16,10 – GABRIELE/GiPella il Saggio
17,10 – CLAUDIO/Duracell
18,05 – GIANNI/Marchese della Prolunga
19,06 – EZIO/Grande Fratello
20,07 – GIOVANNI/Asterix
21,08 – MAURO/Mariuolo,Nobile da Lessona
22,10 – ROBERTO/CAPITANO
23,15 – ETTORE/Re Leone
24,20 – GABRIELE/GiPella il Saggio
01,25 – CLAUDIO/Duracell
02,30 – GIANNI/Marchese della Prolunga
03,35 – GIOVANNI/Asterix (diluvio)
04,40 – MAURO/Mariuolo,Nobile da Lessona
05,45 – ROBERTO/CAPITANO
06,46 – ETTORE/Re Leone
07,47 – GABRIELE/GiPella il Saggio
08,48 – CLAUDIO/Duracell
09,49 – GIANNI/Marchese della Prolunga
10,50 – GIOVANNI/Asterix
11,51 – MAURO/Mariuolo,Nobile da Lessona
12,52 – ETTORE/Re Leone

89 Team agonistici – 138 Team non agonistici suddivisi in:
34 Team da “4” – 79 Team da “8” – 23 Team da “12” – 2 Team femminili

TEAM DAHÜ 93°assoluto – 56° di categoria Team “8”

Circa l'autore

Re Leone

"Professore di Istituto Superiore. Appassionato di montagna che ha cominciato a frequentare sin da piccolo. Maratoneta e Biker instancabile. Legge di tutto, con preferenza per Mario Rigoni Stern. Cartografo ufficiale del Team DAHÜ, da lui partono quasi tutti gli itinerari più suggestivi. Componente della "Pattuglia Astrale", costola del Team DAHÜ che si dedica alle lunghe distanze, ha raggiunto Roma percorrendo la via Francigena nel 2010 e i Sentieri Francescani fra Toscana e Umbria nel 2011"

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