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Lago di Garda

Lago di Garda

Monte di e strada militare del Passo Tremalzo

18/19 luglio 2009

Partenza con ritardo di rito causa sveglia inefficiente. Il tempo non è, per ora , dei migliori. Sosta croissant a Cavalcaselle consigliata da Claudio, nessuno reclama. Ci avviciniamo alla meta con le montagne coperte da fitte nubi. Si intuiscono scrosci violenti sulle cime. Clima freddo per il periodo. Dopo rapido consulto fra autisti e navigatori arriviamo a Torbole da Mori evitando la costiera del lago. Sempre coperto con piccoli scrosci. Traffico intenso e lunga coda per arrivare a lago. Contatto telefonico con il pulmino de “Garda on Bike” per posticipare la partenza. Inganniamo il tempo con una passeggiata e una pizza. Si intuisce la valenza turistica del Garda. Nonostante, o forse a causa, del brutto tempo siamo in mezzo a nugoli di stranieri vocianti che fanno passeggio. A tavola Gianni rinuncia alla birra per acqua e.. vino. Offrendo a tutti un assaggio finisce per berselo tutto. Lo suderà in seguito? Prendiamo contatto con il nostro mezzo di trasporto e finalmente si parte. Notevole la capacità di stivaggio delle bici da parte del nostro autista. Durante il viaggio verso le pendici del Baldo chiediamo delucidazioni su sentieri e difficoltà. Si sale in un bel panorama strade strette e forti pendenze. Il gruppo ringrazia di essere in pulmino. Alla Bocca del Creer (1600 mt) scendiamo. Un vento gelido ci accoglie. Cambierà in meglio il tempo? La vetta dell’Altissimo è nascosta fra le nebbie. Coperti per bene si parte la strada è a pendenze sostenute con un fondo sassoso e impegnativo. Fioriture estive e prati verdi. L’altopiano di Brentonico è sotto di noi.
Saliamo, dobbiamo fare solo 400 metri di dislivello. Con tornanti e brevi rettifili la strada militare ci porta in quota. in silenzio il gruppo si snoda in fila indiana sempre fra le nebbie che rendono bene il pensare alle vicende legate al primo conflitto mondiale. Proprio su queste creste passava la linea di confine e si avvicendavano le vedette.
L’ambiente è suggestivo e la luce buona. Arriviamo nei pressi della cima e le nebbie ci lasciano. Bellissimo il colpo d’occhio verso il lago sotto di noi. Il Baldo e la Bocca di Navene escono dalla bruma proprio di fronte.
In breve alla cima con il rifugio Chiesa. Vento freddo ma il tempo migliora rapidamente. Un simpatico cagnone ci accoglie. All’interno del rifugio un gruppo di escursionisti si sta rifocillando. Rinunciamo alla cioccolata calda e pedaliamo sulla vetta (2000mt) fra bandierine stile himalaia, scherzi armandeschi e un panorama sempre più ampio. Cominciamo la discesa. Il primo tratto è molto difficile e tecnico con pietre smosse. Grande la vista sulla parte alta del bacino del Garda. Varie soste fotografiche con il sole che fa capolino. A seguire un tratto di sentiero bellissimo con fioriture estive. La parte finale della discesa inizia con un tracciolino sterrato che finisce immettendosi su una ripida stradina che ci porta al punto di partenza. Dai 2000 dell’Altissimo siamo ai circa 100 del lago. Freddo e cielo pulito alla fine del giro. Commenti positivi del gruppo.
Alle auto carichiamo bici e zaini. Breve trasferta sino a Lago di Ledro. Alla Locanda Le Tre Oche ci aspettano. Bella la sistemazione e buona la cena. Passeggiata serale sino al lago. Vediamo il sito archeologico e ci spingiamo sul sentiero verso i campeggi. Gianni conosce il posto essendo già stato da queste parti.
In bici nella notte un gruppo di ragazzini ci sorpassa dicendo: “Fate attenzione ai vecchietti…” Si torna in albergo meditando. Una grappetta tira su il morale al “vecchio” Team .

Sveglia all’alba.
Colazione con il nostro nuovo autista. Puntualissimo ci carica le bici con il solito sistema di impilaggio che farebbe inorridire Corrado. Tempo splendido, Si sale su una bella stradina sino al Passo Tremalzo. Oggi siamo i primi a goderci lo spettacolo del Garda Bresciano.
Partiti. Si sale su bello sterrato per circa 200 mt di dislivello sino alla prima delle gallerie. Alcuni ungulati che traversano le pareti sopra di noi fanno da buon augurio.
La prima galleria ci porta sul versante solatio. Grande vista sulla serie di tornanti che caratterizza la prima parte della strada. Foto varie. Passo Nota: la strada militare prosegue fra pinnacoli e guglie. Ricoveri scavati nella roccia e altre opere difensive costeggiano il percorso. Viste mozzafiato sul bacino del Benaco.
Continuiamo a scendere con calma per goderci i panorami. Si susseguono i punti di interesse: nei pressi di un rifugio un vecchio obice, un cimitero di guerra. Sosta alla Baita Segala. Single track al Passo Guil con ripida salita sino ai Prati di Guil. Si prosegue sul sentiero con viste incredibili sul bacino lacustre. Occorre non distrarsi, il fondo è ottimo, ma se si volasse…
Torrioni di rocce a picco sul lago. Lasciamo le bici per goderci uno dei punti panoramici. Siamo ora in compagnia di innumerevoli ciclisti (molte anche le ragazze). Foto di fiori e farfalle. Passo Rocchetta: scendiamo rapidamente, dopo un errore di percorso, verso Pregasina. Sosta pranzo: in mezzo ai tedeschi ci sbafiamo una enorme pasta. Ripartiamo con una foratura. Seguendo il consiglio della barista facciamo la lunga, ma veloce, galleria che ci porta verso Ledro. Nel buio, e in piena velocità, un rumoraccio. Si teme il peggio. Le pastiglie di Claudio troppo consumate sono saltate. Nessun problema… ci aspetta solo la salita sino alla locanda. Il gruppo si allunga nel percorso fra le frazioni di Ledro sino alla meta. A conti fatti circa 1000mt di salita in tutto. Gentilissimi i gestori ci permettono una doccia.
Rinfrescati e dopo una veloce birretta ripartiamo verso casa. Tutto il gruppo è soddisfatto, speriamo di ripetere a breve. In auto percorriamo la Val d’Ampola costeggiando il lago d’Idro. Si rientra in serata. Faccio più fatica a guidare che ad andare in bici.

Circa l'autore

Re Leone

"Professore di Istituto Superiore. Appassionato di montagna che ha cominciato a frequentare sin da piccolo. Maratoneta e Biker instancabile. Legge di tutto, con preferenza per Mario Rigoni Stern. Cartografo ufficiale del Team DAHÜ, da lui partono quasi tutti gli itinerari più suggestivi. Componente della "Pattuglia Astrale", costola del Team DAHÜ che si dedica alle lunghe distanze, ha raggiunto Roma percorrendo la via Francigena nel 2010 e i Sentieri Francescani fra Toscana e Umbria nel 2011"

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